Questo distacco , anche se momentaneo, ha l'effetto parabolico di una lente. Più il treno mi risucchia indietro , riproponendo in perfetta simmetria l'ordine di apparizione delle città ( il fatto che esistano è un puro atto di Fede : ci si affida ai cartelli rifrangenti biancoblù e tanto basta per credere di sapere dove ci si trova ), più il focus si precisa e si arrichisce di colori , dettagli e sapori. La visione acquista profondità e corpo proprio ora che il corpo si nega allo stordimento del gran waltz. Tre giorni in 3/4 , ballati e cantati , sul pavè di una terra straniera , arroccata nel suo tremore pulsante di madre feconda e terribile che ingoia i suoi figli.
Ma noi , nel nostro piccolo universo di formica, abbiamo disegnato mappe e stiamo provvedendo alle scorte. Perchè oggi la guerra è lontana e nulla fa male, soldatino thump. Ma quando saremo di nuovo sulla linea gotica , e il cielo cadrà in pezzi di piombo fuso sulle nostre trincee , vorrei
amerei ,
combattere insieme a te. Schiena a schiena , moschetti pronti e baionette innestate.
Il cantante con la barba da rabbino rievoca un 25 aprile da barricate , ma noi ci si accontenta volentieri di salire su transenne di confortevole acciaio ,impietosamente perpendicolari al culo.
E lì apprendiamo il vero significato di "angolo retto".
Ma il rabbino non appare mai in vano , per vie diagonali emerge qua e là a punteggiare eventi e persone nel corso degli anni , e non ho ancora capito se il gioco dell'analogia applicata mi si dipinga di volta in volta sul viso col sorriso di mia madre o il ghigno di mio padre.
Testa-di-Cerino è impagabile. Punto.
Si arrampica , mi tira per la giacchetta , devasta il mio aplomb corvaccioso in più di un'occasione , con un accento teppistello e selvatico.
"Perchè chi nasce quadrato non diventa tondo"
Chapeau.
Pepe dorme , avvolto nel bozzolo della sua ineffabile saggezza canina. E' stato toelettato da un barbaro ed ora somiglia vagamente alla signorina Silvani di fantozziana memoria , ma questo non sposta di una virgola la sua visione del mondo. Ammirevoli , i cani.
Pure lei dorme , sul divano, sotto l'arco di lucine rampicanti che da natale hanno deciso di resistere e danno al salotto un' aria da chiatta sul missisipi. Sembriamo passeggeri sfollati di Baton Rouge. E infatti lo siamo , tra gli scatoloni pieni di libri , ninnoli ed improbabilità , tra i cuscini bombardati , le borsette e scarpe , stoviglie da tenere e stoviglie da tirarsi.
"Portare esplosivo e fuoriusciti , mica a tutti conviene". Ne convengo.
Ma la notte è moderata e vaga ,abbastanza da sedare il tritolo , il timone risponde bene e dal locale caldaie mi dicono che di carbone ce n'è più che a sufficienza per il tragitto.
Bene ,stanotte guido io.
Solo le navi migliori affondano in pieno giorno , di prua , regalmente. Conservando intatto il tesoro dei viaggiatori a futura memoria.
La Caduta ha il sapore salmastro della foschia ligure , ben arroccata tra tornanti e valloni a strapiombo su un mare lucido e convesso. Monterosso è solo un'ipotesi fotoelettrica , un' allucinazione alogena 400 metri più in basso, mentre schivo rospi cenozoici sull'asfalto.
Radio locali , rumore bianco , rollìo , tutto s'accorda alla fine del mondo conosciuto.
Qui finisce un'Epoca, tra i bastioni occidentali di una notte da lupi e poiane.
Il primo giorno del nuovo mondo ha le fattezze morbidamente scomposte di una camera d'albergo.
Occorre indulgere nell'aria incendiata ,ora. Viaggiare leggeri e senza traino , esser terra di nessuno.
L'Uomo Sleale sapeva che non basta scrivere per ricordare , bisogna cantare.
Per questo si fermò , staccò le dita dalla tastiera. Una ad una , con lentezza , provando un sollievo crescente. Pensò un suono e il suono prese vita con due accordi secchi di chitarra. Il resto si fece da sè.
Ora, prima di coricarsi , nell'attimo esatto in cui si disponeva per la notte , ora avrebbe potuto ricordare meglio.
Avrebbe potuto , se non fosse stato SleAle.
Direi di essere tornato.
E allora buongiorno , ossa fradice di mattino in strada. Vi vedo ben tese sotto la pelle abbronzata , un candido memento mori da sorbire cautamente, di sfuggita ,con la coda dell'occhio.
Le cose fondamentali sono invisibili ad un'osservazione diretta . Occorre procedere per diagonali come l'alfiere degli scacchi , o come i gatti
Vibra l'ago sulla pelle. Le linee emergono dal nero , serigrafate e composte appena al di sopra del sangue e della carne viva. Carne viva. Come se fosse necessario patire sempre un po' di dolore per affermare la propria appartenenza al consorzio dei viventi. Danza l'ago nella pelle. L'inchiosto nei tessuti diventa un infallibile promemoria dell'indicibile, dell'impossibile, dell'intimo. Sul mio braccio , un legame di sangue riposa sotto il cellophane.
"Senti che bel ritmo du du da da dum , se lo vuoi sentire"
Così pensa il Lupo , intabarrato nel pastrano grigio , mentre fa il controcanto alla notte.
Stava parlando in quel momento, sì , ma non con chi gli stava davanti. Annuiva , rideva e rimbalzava a tempo , nel grande buio vibrato di stelle che si spandeva tutt'intorno. Dum dum fa la terra sotto i piedi e per un attimo i visi si appiattiscono ai margini estremi della sua visuale. Cosa diavolo. Oh ecco.
La grazia. Semplicemente.
Arriva tutta insieme , non si sa dosare , non vuole essere calibrata , centellinata. E'.
Per questo il Lupo ora si specchia nella vetrina nera ( come fa quella canzone?), oltre le spalle dei presenti , e si sente diagonale rispetto alla vita ,e insomma pensa a cose vecchievecchissime e menovecchie, e un po' vorrebbe ululare con la sua voce da grammofono diesel , e un po' vorrebbe del silenzio da masticare. Non gesticola per mascherare , e allora oscilla da una gamba all'altra che è un piacere.Guarda come oscilla. Tunf tunf , equilibrio bipede e stantuffato.
E insomma. Per dirla tutta il Lupo è un pò troppo marziano.
Ma poi è il senso del tempo , che quando prende alla gola è un po' come piazzarsi a naso in sù , sdraiati su una tavola da surf quando l'onda ti sbatte in alto e per un attimo ti fermi lì , infisso nell'aria. Immobile. come una polena. Perfettamente vivo in un istante criogenico.
E poi via , si ridiscende dolcemente lungo la china del chiacchiericcio , si defluisce nell' ordine e ci si risincronizza agli eventi.
E anche stavolta ci si è salvati.
Via , andiamo in pace.
Andiamo.
"Li guardò arrampicarsi per la scarpata con tutti i loro bagagli.
_Ci vuole schiena , per quel mestiere lì_ mormorò.
_Torneranno?_ domandò Lamelia.
_Credo di no. No, non torneranno più. Che me ne viene? Sono appena partiti ed è tanto se mi ricordo di loro. Eppure esistono, meritano d'esistere , non c'è dubbio. Non torneranno più a smarrirsi nel labirinto della mia memoria. E' stato un incidente senza importanza. Ci sono sogni che si snodano come incidenti senza importanza , cose che nella vita ad occhi aperti neppure se ne riterrebbe il ricordo, eppure ti occupano al mattino quando li afferri mentre si spingono in disordine contro la porta delle palpebre. Avrò sognato?_
Lamelia non aveva da dirgli né di sì né di no; e del resto non aveva nemmeno atteso la fine del discorso.
Cidrolin consultò l'orologio e constatò non senza soddisfazione che l'episodio dei nomadi non era stato altro che un intermezzo molto breve nel tempo che ch'egli accordava alla siesta, e che essa siesta poteva venire degnamente prolungata per qualche minuto ancora.
Si distese quindi sulla sedia e riuscì a riaddormentarsi."
La serata si srotolerà morbida e paciosa sul tavolino verdissimo, le guerre saranno tutte lontane e messi imperiali di ritorno dagli angoli più remoti del mondo conosciuto ci riporteranno notizie confortanti , così confortanti da rasentare la sonnolenza. Per fortuna è fatto noto che i messaggeri siano una razza di mendaci bastardi , quindi potremo aspettarci qualche sorpresa .Magari anche una sana stilettata tra le costole , come ai bei vecchi tempi , quando il bisogno era bisogno , la rabbia era fisica e i nemici avevano un viso , spesso simile al mio. La serata , dicevo , procederà placida y dominga, linda come una striscia di ovatta. E noi dentro ,a far salotto nella camera di contenzione , undici di otto a coppie di due con l'avanzo di tre.
Che poi.
Mi dico io e mi dirò : ma l'Horrore che fine ha fatto? L'orrore puro , liquido e gocciolante, il fochista della cattiva coscienza , la zanna lenta che non taglia la pelle, ma spacca le ossa. "Arriverà" - mi sussurra e sussurrerà il gatto - "Stanne certa. L'imborghesimento non è una grazia che ti si addice , nè ti potrà essere concessa"
Occhigialli ,dolce amico ipnotico strafatto di scatolette. Mi ricorda i miei bisogni attraverso i suoi.
E' cosa normale che ogni giorno io riceva dalle 2 alle 5 mail di spam , soprattutto a lavoro. Una volta cestinavo tutto indiscriminatamente , ma da un po' tempo qualcosa è cambiato. Da qualche parte c'è un omino che pensa sia utile deliziare me e altre centinaia di migliaia di persone con le Cronache del Miracolo Blu.
Sto forse parlando di un Ciclo Epico a puntate? Nossignori.Ma quasi.
Siamo più nel campo del Fantasy ,se vogliamo metterla così.Tanti personaggi , tante storie diverse (che forse s'intrecciano, ma non si sa..) ed un glorioso finale assicurato.
Ogni mattina apro la mail ansioso di leggere un nuovo capitolo ,una nuova storia.
Lasciate che condivida con Voi la grazia e l'arguzia di un Autore anonimo , ma imprescindibile per chi in futuro vorrà sondare la temperie culturale di questo primo decennio del secolo. Copio e incollo.
E perdonatemi , se potete.
LE CRONACHE DEL MIRACOLO BLU
(un florilegio di storie vere)
Tommie McNeil Credo che finora fossi felici (tocchiamo legno!), poiche finora non sapevo ancora mai gli effetti secondari di Viiaaaaagra... – eccetto robusto come un bastone.Non mancate più nulla alla vita! Stupisci con miracolo blu.
Kendra Hancock Io sono nell’estasi completa. Sono di 50 anni e che mi rammarica quello fa un anno che cio che la solidita costante del mio amico si perde al momento risolutivo. Ma ora tutto E nuovamente come ai migliori tempi. Basta 10 mg per il weekend ALLEGRO. Di nessun effetti secondari – nonostante una mialgia il giorno dipoi. Ma scompare grazie all’addestramento sufficiente ;-))
Jed Dawson Utilizzavo recentemente il Viiaaaaagra... e devo dire: ho gradito il Viiaaaaagra.... E un mezzo che fa rivivere. L’eta non fa niente. Sono ancora giovane infatti, ma "la forza del Viiaaaaagra..." non puo essere sostituita soltanto da una giovane forza. Era qualcosa come un martello Ho stupefatto. Ho deciso di prendere cio regolarmente. - 21 anno.
Acmet Colbert L’azione fantastica! Non potevo in nessun modo tenere 5 anni la mia cosa durante il coito e sono diventato effettivamente timido. Avevo anche un problema con la prematura. Inoltre soffro del diabete. Una volta ho preso la quantita di 50 mg del Viiaaaaagra... e dormivo tra 2 ore con la donna di 22 anni. Poco tempo prima delle carezze preliminari il mio amore E diventato rigido e non potevo neppure credere in cio. Avevo il sesso durante questa notte tre volte ed di piu non c’erano nessun problemi. Non si riusciva in nessun modo a terminare. Sono ora l’uomo felice. Achmet, 52 anni.
(ma c'è anche una voce fuori dal coro , che riporto per dovere di cronaca.)
Yoshiro Gatsudo Devo dire, Ciiaaaaaaalis... E meglio molto del Viiaaaaagra.... Tutto E molto piu naturale, che col Viiaaaaagra.... A causa di un lungo tempo dellazione 24 ore, si puo correttamente distribuire il tempo e passare alcuni cerchi. Redbull per la tua cosa graziosa.
Quid facerem? Neque servitio me exire licebat
nec tam praesentis alibi cognoscere divos.
E spaventa un po' saperne ancora così poco.
Anche se ci siamo esplorati e conosciuti e scordati e riconosciuti dalla pelle in poi , passando attraverso gli estremi della condivisione e della negazione , fino ad arrivare in quel posto che abbiamo chiamato Grazia.
Anche se ci completiamo le frasi a vicenda e i pensieri perdono regolarmente la loro paternità.
Anche se abbiamo creato una lingua tutta nostra, un linguaggio sacro del quotidiano fatto di suoni e gesti talmente densi di noi da essere impermeabili a tutto il resto.
Anche se facciamo tremare casa , perchè le mezze misure non sappiamo cosa siano.(E poi ci vuole vita nella vita: gli "abbastanza" non ci piacciono).
Anche se siamo buffi e tragici allo stesso modo , soprattutto quando la notte ci sorprende ronzanti e sincronizzati ad un'insonnia comune da riempire. E allora ci cerchiamo a fiuto , come fanno i lupi e i neonati , ci cerchiamo ovunque e comunque , nella colica del bisogno.
Anche se possiedo la mappa delle lucine che si trovano dietro i tuoi occhi -e ce ne sono tante- e mi piace pensare di riuscire a carpirne le derive e le maree.
Anche se forse ci siamo guadagnati quel briciolo di saggezza che serve per bruciare senza consumarsi.
Anche se ti ho infilato il pigiama 1871 volte. Anche se siamo fondamentalmente due border-line.
Anche se siamo pronti.
Ieri fumavi ,spallepiccole, affacciata alla finestra. La linea delle tue scapole ben disegnata sotto la pelle sfidava il freddo per essere baciata.Poi , un movimento della testa , quasi un inchino mimato di spalle. Mi sono tenuto ben dietro il tuo viso , per indovinare cosa stessi pensando. Ma niente , non ci sono riuscito. Chiedere conto di una sfumatura a volte può essere stupido o peggio, brutale. Il possesso reciproco richiede intuizione , costanza , rapacità nel cogliere. E' un fatto di sangue e non ci possono essere palliativi. O si capisce al volo , oppure pazienza , sarà per il prossimo giro.
Questo pensavo , mentre stavo dall'altra parte del tuo sguardo. E sorridevo.
Nove anni.
E mi rende felice saperne ancora così poco.
Solone Maveriko Barracuda mi fissa dall'alto delle sue aspettative e dal basso della sua statura , mentre faccio scempio di una piadina. Mi piacerebbe esibirmi per lui in un sorriso policromo di salsa rosa e brie , un sorriso da cannibale , magari accompagnato da qualche verso particolarmente gutturale. Per un attimo mi seduce l'idea di mostrargli un po' di bolo , ma poi vince la decenza. Smorfia a bocca chiusa e cenno del capo , mi femo qui. Evidentemente lui non capisce di essere stato appena graziato , lo evinco dal fatto che non ricambia il mio (peraltro sentitissimo) saluto , ma preferisce alzare il giornale e continuare a leggere.
Mi alzo e faccio per pagare il conto. Il Sig. Barracuda a quel punto posa il giornale , si accoda dietro di me alla cassa e in uno splendido idioma semi-dialettale se ne esce con un : "Sti albanees del cazo , par ch'i mangian merda anca a culazion".
Mi volto e avrei tante cose da dirgli. Ma a stomaco pieno sono imbelle come Winnie Pooh e quindi replico con una cosa tipo "Lei è un ignorante , almeno mi insulti in italiano."
Ilarità diffusa. Barracuda paga ed esce borbottando maledizioni.
Una signora mi batte una mano sulla spalla in segno di solidarietà , dicendomi che ho fatto bene e che-porcogiuda- anche se siamo stranieri dobbiamo farci rispettare , altrimenti ci calpestano.
...(veramente , sarei solo un povero italiano che ama le colazioni continentali)...
Barbara ,mia conterranea pavese , sghignazza e mi offre un caffè.
Buono , senza zucchero.
Stasera ci esibiremo nel primo concerto della stagione.
Concerto , oddio. Andiamoci cauti con certe parole. Il pretesto è quello di un concorso in cui ci è richiesto di suonare un paio di canzoni , fare un po' di scena ed essere verosimilmente decenti. Il cilindro rimarrà a casa a riposare in attesa delle prossime serate, più polpose.
Epperò , che bel palco lucido e maròn , questa sera...Un teatro che sembra quasi un teatro, mica male.
E allora esci dal sound check del pomeriggio con la fame da live innescata in corpo; questa bestia fatta di suoni sparatissimi , mani sudate , cavi arrotolati , polvere e luce.
"Ma tutto questo è già più di tanto".
Io so che esistono 7 note maledettamente scomode.
2 le sbaglierò e non se ne accorgerà nessuno.
4 le sbaglierò , ma se ne accorgerà solo il mio caro Kappelmeister.
1 la sbaglierò ed esploderà il teatro , il gruppo si suiciderà sul posto , i figli si rivolteranno contro i padri, poi arriveranno le cavallette, la polizia , l'intera squadra dell'Empoli con tanto di massaggiatori, si estinguerà una rara specie nelle Ebridi, Mastella si autoproclamerà amministratore del mio palazzo ,infine la terra si aprirà per inghiottire l'abomino.
Un intervallo di un semitono può fare questo, e molto di più.
A dopo.
Parte II : io piace
Svegliarsi è un problema. Mal di gola , mal di testa , mal di tutto. Ma.
Abbiamo vinto e la terra non mi ha inghiottito. Potrei dire che è bello ricevere conferme e riconoscimenti e bla bla bla , sapete già come funziona , no? La solita , invariabile , logica della scimmia. Io piace = Io felice.
Sono felice anche per i miei quattro bimbi , con cui suono , bevo , rido e litigo.
E ogni tanto sogno.
Il cast
Zio Kappelmeister Fin-Du-Monde..............Piano,QuasiTastiere, Timori&Tremori
Lucò Rogéro Sweetboy..................................Batteria Acustica, VendesiElettrica
Modica Funnylady...........................................Trachea, Corde ed Organi Risonanti
Being Boing Chia.......................................Violino, Impicci, Impacci e Confidenze
Giorno di mercato. L'assedio alla piazza si protrae ormai da due ore. Mamme armate di passeggini da sfondamento spingono avanti la loro prole corazzata con mani cianotiche e grifagne , ben strette sulle maniglie dei trabiccoli poliruotati. Negli occhi hanno la frenesia alimentare delle iene e si capisce che non intendono fare prigionieri. Si fiondano sulle strisce pedonali ,a testa bassa, non si salutano nemmeno tra loro , tutte tese alla massimizzazione del risultato, all'ottimizzazione dello sforzo.
Poi ci sono i nonni. Quelli a piedi traccheggiano in slow motion, seguendo invisibili linee circolari , come rabdomanti che hanno scoperto la strada per la sapienza e non la vogliono rivelare a nessuno . Il loro sguardo è sempre troppo vuoto o troppo pieno e comunque non si sa , non ci sono , non importa , non qui , non ora. Quelli automuniti , invece , fanno paura. Parlo di ottuagenari reprobi e incalliti sul volante , cappello in testa , occhi piccoli , clakson facile. Ogni tanto si fermano in mezzo alla strada senza un motivo apparente. Aspettano.Aspettano.Aspettano. Attendono che qualcuno faccia un gesto , fosse anche un'alzata di sopracciglio , per riversargli addosso decenni di lividi ,livori e gastriti. Urlano da dietro i vetri e sono quasi felici nel farlo , lo vedi dalla piega che assume la loro bocca quando ti mandano a cagare. Riescono pure a farti sentire in colpa per la tua salute , per la tua quasi-giovinezza , per la tua mobilità.
Alzo le serrande del negozio. Caldo tropicale. Un tucano dai colori sgargianti mi si posa sulla spalla e con la voce di Paolo Rossi mi dà il benvenuto :" Buongiorno , GeneralEstate. La temperatura del mare ha raggiunto i 25 gradi , l'ideale per la nuotata del mattino. Eccoti il costume. Mi sono permesso di prepararti una piccola cesta di frutta locale che potrai consumare all'ombra delle palme dopo il bagno. Ah , dimenticavo. Ti ho lasciato un paio di bottiglie di Don Pedro Jimenez in frigorifero , tanto per. Buon lavoro." Non è vero , ma sarebbe giusto. Soprattutto quando la caldaia decide di fermarsi per l'ennesima volta e il tecnico è meno reperibile di Kim Jong-Il.
La Signorina G. arringa agli astanti dall'alto del palcoscenico. Un occhio di bue le getta addosso luce violenta , ma solo su metà del corpo. L'altra metà è impossibile da scorgere , affondata com'è nel buio denso del teatro. Si direbbe quasi una falce di luna sottile e sghemba ,con i bordi rosicchiati da topi neri. Una luna fatta di nervi, tendini e vene bluastre , malamente impacchettata in sottilissimi fogli di carta di riso. Una luna da coroner ,sezionata e ricucita, pronta alla cremazione, disposta all'autocombustione.
Questo dicono gli occhi , prima che le mie palpebre si serrino di scatto, col pretesto della polvere.
Abbandonata la vista , è tutt'un altro carnevale.
G.in realtà parla a raffica,comprimendo frasi gioiosamente ellittiche di significato in un crescendo di sibilanti ed esplosive. "Sfsbfsfp". E' evidente che non ha la minima idea di ciò che sta dicendo , se ne accorgerebbe anche un bambino completamente digiuno di teatro. La sua cantilena non è intenzionale , è l'autentico suono del vuoto.
Occhi aperti ,l'estasi autoptica riprende il sopravvento. Ora mi pare quasi bella ,latrice di una grazia regale e vampiresca.
Richiudo gli occhi , stavolta a fatica. Voglio sentire.
La voce si rompe in increspature metalliche e percussive , assolutamente piatte e sgradevoli.
Riapro.Richiudo.
"Sfsbfsfp"_ non ne sono sicuro_"Sfsbfsfp pfsb bsfb"_ma tutto questo_"Sfsbfsfp pfsb bsfbuot"_mi è familiare_"Sfsbfsfp pfsb bsot"_qualcosa che mi rimanda all'infanzia_"Spspsbssss".
Cerco di vincere il fastidio per concentrarmi meglio sul suono della sua voce.
Eccolo. Sotto lo sciabordìo ruvido delle consonanti si può avvertire distintamente un rumore di fondo , un click spurio e meccanico.
Miss G. crepita e scoppietta come un 45 giri usato. Per forza : è un Automa. E su questo non ho dubbi; una volta che ne hai visto uno , li hai visti tutti.
A seguire , un breve compendio integrativo.
Gli Automi si somigliano tra loro , al punto da avere persino gli stessi difetti di fabbricazione. Agiscono per imitazione , sempre e comunque , in base agli script impressi a fuoco nella loro memoria permanente.Questo non significa che siano stupidi meccanismi ciechi , anzi ; la loro capacità di osservazione è spesso notevole e si acuisce con l'esperienza. C'è persino chi sostiene che il miglior modo per riflettere su se stessi sia attraverso lo sguardo di un Automa.Secondo altri , invece , gli Automi sanno vedere solo ciò che vogliono vedere e farebbero qualsiasi cosa per poter continuare ad osservare ciò che attrae il loro interesse. In realtà il gioco che si instaura tra osservatore ed osservato è qualcosa di più complesso. Rebethicus Gambini , insigne teorico degli Organismi Pseudomeccanici , ne ha individuate cinque Famiglie.
1)Automi reciproci (che desiderano ricevere lo stesso sguardo profondo che essi posano sull'oggetto della loro osservazione).
2)Automi egotici (volti innanzitutto all'affermazione di una propria identità attraverso l'ostentazione del legame che li vincola all'oggetto).
3)Automi autistici (che negano l'esistenza di punti di riferimento , per poi palesarli nelle loro azioni)
4)Automi strategici (che affermano la propria identità evidenziando il contrasto tra gli oggetti della loro osservazione e appoggiandosi di volta in volta a quello che sembra il più opportuno)
5)Automi sognanti (che non sanno di essere Automi e amano circondarsi di una vaghezza posticcia)
Capita che gli Automi si guastino ,come tutte le macchine .Anche se è difficile risalire alle cause , è semplicissimo riconoscerne gli effetti : dapprima si ode distintamente un suono simile ad un crack , poi si vede un sottile pennacchio di fumo levarsi dalla loro testa.
Dopo di ciò , accade qualcosa di incomprensibile :quasi tutti esasperano le loro caratteristiche meccaniche , ripetendo ossessivamente gli stessi schemi di comportamento , sempre più velocemente , finchè non esplodono.Altri ,pochissimi , diventano Figure Animate, creature toccate dalla Grazia.
Finito il seminario ,usciamo dal teatro. Il vento soffia tra i palazzi come un'armonica. Faccio per accendermi una sigaretta , quando sento un cigolio dietro di me. Mi volto di riflesso , solo per trovare il marciapiedi vuoto.
Che idiota , avrei dovuto pensarci prima.
Tre ore, seduto là dentro.Immobile.
Estraggo dalla tasca una piccola latta di lubrificante munita di pratica cannuccia. Mai andare in giro senza.
Cerco con le dita tra i capelli , alla base del cranio.Trovo quasi subito un piccolo tappo a pressione , lo apro e ci verso dentro l'intero contenuto della latta.
Ora va molto meglio.
Torno a casa per pranzo , trafelatissimo e carico come uno sherpa. M'imbuco nell'ascensore insieme a sei ( dico 6) borse della spesa. Arrivo al piano , si apre la porta scorrevole , mi fiondo fuori con mille cose in mente, giro a sinistra e...frussh, mi assale una foresta di rametti e foglioline. Realizzo di aver quasi divelto un grosso ficus benjamin , forse cresciuto sul pianerottolo in mia assenza. L'impatto non è dei più duri , ma l'orgoglio è compromesso (soprattutto perchè per lo spavento ho fatto cadere tutti i sacchetti e mi sono lasciato sfuggire un urlo indefinibile , qualcosa a metà strada tra Paperino e Eric Adams con la laringite). Controllo se in giro ci sono testimoni dello scempio. Niente , le solite porte chiuse sui silenzi privati di vecchietti sordi e indifferenti. Avverto che qualcosa comunque non quadra , ma ho troppa fretta e fame per focalizzare l'attenzione sui dettagli.Raddrizzo il vegetale , mosso da compassione botanica. Mister Verde è messo meglio di me , ha perso solo qualche rametto,ma per fortuna il vaso non si è rotto. Mi piacciono le piante , perchè sanno stare al loro posto e non ti denunciano per aggressione quando le stendi. Questa è un po' invadente , è comparsa così all'improvviso, ma la sua zazzera fronzuta m'ispira simpatia e penso che faremo amicizia velocemente.
Controllo la spesa. Le uova sono integre : mi è andata di lusso. Rimuovo i detriti del ficus e capisco cosa mi turbava. Il mio zerbino nuovo. Che stamattina c'era. Ed ora non c'è più. Ce n'è uno diverso.
Il pianerottolo dà e il pianerottolo toglie?
No , ho semplicemente sbagliato piano. Ed ora sputatemi pure in faccia.
La canzone procede moderata , avvitata nell'aria in spirali di fumo blu. Elegante e morbida, forse troppo per queste mani abituate a ghermire oggetti ed affetti (povere dita , chiuse nel giro degli anelli come alberi. Siete cresciute veloci e tenacemente imprecise , e ora non sapete quando stringere e quando aprirvi, come se non esistesse una via di mezzo tra stasi e convulsione). Lievi , bisognerebbe esser lievi nella questua sonora , avanzare con passo da certosino , mendicare la grazia dell'ispirazione ed accoglierla a capo chino. Estendere l'intenzione oltre il legno e il metallo, perchè non è dalle corde che nasce la vibrazione. Ma questa è pura accademia , nella realtà delle cose ci si trova avvinghiati agli strumenti come se dovessero scivolare via dalle mani da un momento all'altro , la pulsione di tenere e trattenere vince sulla necessità di liberare e liberarsi, i fantasmi restano chiusi nello stomaco e ci fanno tana. E buonanotte , umanitroppoumani. Pur di godere , si gode anche dell'imperfezione , del caso , delle sincopi.
Ma non ci lamentiamo ,anzi , suggerirei un brindisi. Perchè questo è il migliore dei mo(n)di possibili. Amen.
Far torte di mele è un'attività propedeutica al raggiungimento del nirvana. Richiede un minimo grado di autoconsapevolezza , lo stretto indispensabile per sciogliere lo zucchero nei tuorli ed aggiungere un pizzico di sale per montare meglio il bianco dell'uovo , per il resto è solo una faccenda di mani , tempi e ritmi. (non bisognerebbe mai avere la presunzione di poter esperire il mondo con mezzi che trascendono le nostre mani....anyway...) L'anestesia sale dalla punta delle dita , rallenta all'altezza dei gomiti , arranca fino alle spalle per poi diramarsi a fiotti in tutto il corpo. Mi concedo ancora qualche silenzio , in attesa che l'effetto sfumi. Poi mi dedicherò al rito della vestizione. Intanto , penso all'anno scorso e sorrido. La memoria mi frega regolarmente , sia per eccesso che per difetto. Quando ricordo , ricordo tutto, troppo, senza scampo. Altrimenti il nulla, puff , una nuvoletta di neuroni flambè e tanti saluti.
In questo caso il ricordo è nitido e persistente , come il sapore del lievito nell'impasto della torta. Non si confonde col resto , è lì. E sta bene dove sta , avvolto nell'indaco.
E' il caso che io vada. Buon anno a tutti , abbiate cura della grazia.
Giorni fragranti , appena sfornati , giorni che sanno di buono. Giorni stretti di caramello che scivolano via, come perle di vetro rosso su velluto arancione , sfocando piano fuori dalla finestra in lunghissimi tramonti marziani.
La caduta della luce è la pietà della luce per i nostri occhi. E noi abbiamo costruito alberi di miti luci colorate sotto cui avvolgerci e cantare i nostri futuri con parole rubate ai bardi e agli aedi. Cantiamo finchè il certo diventa probabile , il probabile possibile , il possibile improbabile, l'improbabile impossibile , l'impossibile certo.Poi usciamo con cautela , fiutando l'aria ,con gli occhi ancora pieni ed i fianchi addolciti dall'onda lunga degli echi. Ci gettiamo nel girone della ristorazione , visi di amici ammiccano in technicolor , virati al porpora. Muoviamo l'immobile , accarezzando le pareti magnifiche et scarlatte, tra piatti e bicchieri rossacciaio , c'inchiniamo e deglutiamo con mucho sentimiento. E siamo solo all'inizio.
Ci raccoglieremo col cucchiaino , per poi sorbirci molto lentamente.
Ebbene sì ,lo ammetto : il Generale adora i robot e non se ne vergogna affatto. Ogni considerazione sulla violenza veicolata da queste immagini e sull'incosciente esaltazione della guerra è sottintesa , ma momentaneamente accantonata. Qui si parla dei sentimenti di un bimbo che ogni tanto torna a fare capolino sotto il cilindro. Non è un post per palati fini , ma tant'è.
Se c'è un tempo per ogni cosa, allora questo è tempo di Metallo Pe(n)sante.
Ha diciannove anni, ma ne dimostra molti di più , inamidato com'è in quel completo marrone che solo cinque anni prima doveva aver visto da vicino i fasti di Broadway, la Polvere di Stelle. Le stelle se n'erano andate velocemente da quell'abito , quando il precedente proprietario aveva deciso di disfarsene in qualche centro di raccolta dell'Esercito della Salvezza. Le stelle se n'erano proprio andate , spazzolate via con solerzia dalle mani di qualche pietoso magazziniere , ma la polvere , quella ordinaria, quella grigia che prende alla gola ,era rimasta. E in gran quantità.
Per questo motivo , ora , Charlie non può smettere di grattarsi e sudare , in un forno di camerino privo di finestre, a sei metri dal palco. Stringe a sè ,come una reliquia, una custodia che non si chiude bene. Nella custodia c'è il sax di Mr. Joyride , il vecchio direttore della banda del quartiere. Si tratta di uno strumento di fattura scadente , poco più che uno scarto di fonderia , ma lo stile di Charlie annulla ogni imperfezione , ogni asprezza del timbro. Quando Charlie suona , suona Charlie. Fatelo pure soffiare in un tubo di stagno , il risultato sarà lo stesso : bocche aperte ed occhi sgranati tra il pubblico. E tutti giù , chini sui tavolini, a chiedersi :" Ma come diavolo ci riesce?" Sì , perchè c'è qualcosa di diabolico nel modo in cui quel ragazzone fa cantare il sassofono , una follia frenetica ,appassionata e distante. Distante , soprattutto. Lontana anni luce dalla luce , come la disperazione di un angelo.
C'è anche chi sostiene non si tratti semplicemente di musica. Su un fatto , però, sono tutti d'accordo : qualsiasi cosa Charlie faccia quando si accendono i riflettori, è qualcosa di leggero, impalpabile come l'aria. E' facile perdere il filo logico dei suoi assoli , troppe note , troppo sincopate ; basta distrarsi un attimo e lui è già volato via , verso nuovi territori strani ancora da decifrare. Forse è per questo che lo chiamano Bird , anche se ha il fisico di un orso bruno e fa gemere le assi del palcoquando batte il tempo.
Si chiama Charlie e di cognome fa Parker , come la penna stilografica.
....ovvero , cosa regalare al generale se proprio dovete , se proprio non vi va di pensarci , se proprio siete stati invitati a cena e odiate l'idea di presentarvi a mani (legittimamente) vuote , se proprio non potete farne a meno , se proprio dovete farvi perdonare qualcosa ed aspirate ad un'indulgenza plenaria , se proprio volete liberarvi di me per due giorni , se proprio desiderate sentirvi rispondere "Questa è la quinta copia che ricevo, ma ti adoro lo stesso" , se proprio morite dalla voglia di vedermi diventare imbarazzante in diciotto modi diversi, se proprio vi sto sui cabbasisi e avete deciso di strappare l'ultima pagina (tanto è un libro di racconti, tiè), se proprio , se proprio , se proprio.
Ecco il libro.
Stefano Benni
La grammatica di Dio (storie di solitudine e allegria) Feltrinelli
Personaggi ed interpreti:
Geko Godiva, il cane Boomerang, Firmino Rubirosa, Fifoni e il suo gatto, Alice, frate Zitto, la gallina Carmela, Orlando Paladini e Angelica Corato in Paladini, la strega Berenice, il terzino Poldo Galilei, il ladro Sospiro, l'Orco, Bah-Gay e Bah-Gayen, il leader dell'opposizione Velluto, Fiorenza, il fiammorgallo, Dodo e Nefertiti, la morte, Aline, la signora Amalia cornologa, il dottor Zero, zio Giovanni, la Iris, il generale Maganza, Antonio Vendifumo, don Carambola, Jessica, il signor Remo, Marasca e Amarena, il Serpente, Ermete Pavarini, la sarta Luciana, Leonnino, il geometra Zerillo, Rudy il Ramarro, l'indovina Amalia, Chantal e Tatiana, Mobius Benediktus, il maestro Mukpo, Vanessa, Crispino detto Cric, Kobal, Pinnamozza, il primario Frammassoni.
Non credo alle coincidenze. Punto.
Ma oggi tre persone diverse mi hanno ricordato, in modi diversi, questa canzone.
E allora ,lasciamo riposare un po' Tori Amos.
Questa è proprio per voi , cosmetiche e severe.